Vaccini, col sistema di prenotazione delle Poste si sceglieranno data e sede

Vaccini, col sistema di prenotazione
delle Poste si sceglieranno data e sede

Aria dovrà rispondere del caos vaccini, ma intanto la Regione accelera per cambiare il sistema di prenotazione. A fine mese, come già annunciato dal Pirellone, infatti, saranno le Poste (gratuitamente) a gestire il nuovo portale.

Il sistema è già stato presentato alle Ats e alle aziende ospedaliere e l’obiettivo è evitare che si ripetano i disagi degli ultimi giorni, con gli anziani mandati anche a centinaia di chilometri di distanza o gli sms con gli appuntamenti mai pervenuti. La principale «rivoluzione» consisterà proprio nel fatto che sarà l’utente a poter scegliere sede e data per la somministrazione del vaccino, in base alla disponibilità dei posti e alla comodità. Il sistema proporrà infatti nella schermata iniziale gli hub vaccinali più vicini alla propria residenza con le relative «finestre» per gli appuntamenti in agenda.

In attesa di rodare il passaggio, giovedì alle 11,30 in prima commissione consiliare (Programmazione e bilancio) è prevista l’audizione del presidente di Aria spa, Francesco Ferri, «in merito ai sistemi informativi per la campagna vaccinale anti Covid-19», recita la convocazione. Una prima analisi pubblica dei disservizi (e delle responsabilità) della società al 100% della Regione e incaricata di gestire il sistema delle prenotazioni per le somministrazioni (con un budget di quasi 20 milioni di euro, che però non sono ancora stati trasferiti). Sul banco l’escalation di brutte figure (per usare un eufemismo) - con ad esempio ancora ieri l’hub di Cremona vuoto (solo 58 persone contattate su 600 dosi disponibili) - che ha portato la vicepresidente della Lombardia Letizia Moratti al tweet furioso di sabato sera (bollando Aria come incapace), e a rincarare la dose: «Per il buon proseguimento della vaccinazione le cose che non funzionano vanno cambiate e su Aria servono decisioni rapide e drastiche. I cittadini non devono pagare le inefficienze della burocrazia, la Regione Lombardia deve offrire loro soluzioni e non problemi».

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