Aziende tra dubbi e certezze sul nuovo blocco dei licenziamenti

Aziende tra dubbi e certezze
sul nuovo blocco dei licenziamenti

Il principio generale si può riassumere in questi termini: anche se l’azienda decide di non fare ricorso agli ammortizzatori sociali e di non richiedere la decontribuzione, non può licenziare. Almeno fino al 31 dicembre di quest’anno. Ma la casistica non si esaurisce qui, tutt’altro. Attraverso alcuni casi limite, è possibile ricostruire ciò che prevede il decreto Agosto riguardo al blocco dei licenziamenti.

Cominciamo col dire chi ne è escluso. «Il divieto di licenziare decade in caso di cessazione definitiva dell’attività d’impresa conseguente alla messa in liquidazione della società o al fallimento quando non sia previsto l’esercizio provvisorio», spiega Mirco Rota della Fiom-Cgil nazionale, che ha analizzato la normativa per il sindacato. Anche in caso di cambio d’appalto è possibile procedere con i licenziamenti.

Poi c’è un caso destinato - prevedibilmente - ad aprire discussioni all’interno del sindacato, perché «i licenziamenti sono possibili a fronte di un accordo collettivo firmato da azienda e organizzazioni sindacali, che preveda incentivi all’esodo esclusivamente per i lavoratori che aderiscono all’intesa», continua Rota. E qui si inserisce una novità: i lavoratori interessati possono poi fare richiesta di Naspi, l’indennità di disoccupazione.

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