Commercio, l’IA una priorità. Assunzioni in secondo piano

L’INDAGINE. I giovani imprenditori propensi a investire sulla digitalizzazione. Fusini: «Crescita non più legata all’aumento di addetti, ma alla tecnologia».

La crescita aziendale oggi punta su digitalizzazione e Intelligenza Artificiale, mettendo in secondo piano le assunzioni. È quanto emerge dalla ricerca di Confcommercio Lombardia, che ha analizzato le priorità dei giovani imprenditori (under 42) del commercio, del turismo e dei servizi nella nostra provincia per il 2026. Oltre tre titolari su cinque (il 62%) prevedono di investire nel prossimo futuro: ambiti privilegiati sono la digitalizzazione e l’Intelligenza Artificiale, il marketing e la promozione, insieme alla ristrutturazione dei locali. Di contro, la maggior parte del campione (il 52%) non prevede nuove assunzioni, mentre solo il 33% ha in programma ingressi di personale e il 15% non esclude di farlo.

Cambia il modello

È un «paradigma di sviluppo più innovativo» secondo Oscar Fusini, direttore di Confcommercio Bergamo, che «i giovani imprenditori sembrano percepire con chiarezza». Se in passato la crescita aziendale passava fisiologicamente per un aumento dei dipendenti, oggi lo scenario è capovolto. «Digitalizzazione, nuove tecnologie, Intelligenza Artificiale ed e-commerce stanno sovvertendo il modello tradizionale», commenta Fusini, «puntando sull’aumento della produttività del lavoro e del valore aggiunto: è il percorso necessario per uscire dalla spirale di bassa produttività e bassi salari che penalizza il nostro Paese».

La rivoluzione culturale

Accanto alla rivoluzione tecnologica, ne emerge una culturale. I giovani titolari d’azienda oggi non si sentono più una categoria «altra» rispetto ai propri dipendenti, ma ne condividono le sensibilità generazionali. «Pongono il benessere personale e la conciliazione tra il lavoro e la famiglia e il tempo libero come fondamentali e in questo non differiscono dalle aspettative dei dipendenti», commenta Cristina Pontiggia, presidente del Gruppo giovani imprenditori di Confcommercio Bergamo. Per attrarre e trattenere i talenti, l’impresa del futuro dovrà dunque offrire ambienti flessibili e attenti alle esigenze. Anche perché «l’eccessiva burocrazia e la difficoltà a reperire competenze nel lavoro, che frenano lo sviluppo» sono «i due grandi problemi» denunciati dai giovani imprenditori, riferisce Pontiggia.

«Fiducia e spinta per la crescita»

Guardando ai dati della ricerca, Pontiggia legge «l’alta percentuale degli imprenditori che prevedono investimenti» come «un fatto estremamente positivo in un quadro geopolitico ed economico difficile». Secondo la presidente ciò è da leggere come «un atto di fiducia e una spinta per la crescita e il rafforzamento del terziario di mercato bergamasco». Anche perché i giovani imprenditori bergamaschi, assicura Confcommercio, «mostrano una spiccata consapevolezza delle grandi dinamiche globali. Ai vertici delle preoccupazioni si collocano le tecnologie e l’Intelligenza Artificiale, le dinamiche geopolitiche e l’attenzione al benessere delle persone».

Tra i desideri più urgenti spiccano tre istanze: contributi e agevolazioni per realizzare gli investimenti pianificati; riduzione del carico burocratico, percepito come freno allo sviluppo; accesso a personale qualificato, soprattutto con competenze digitali e tecnologiche.

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