La Patata di Martinengo si rinnova: «Ora il rilancio»

AGRICOLTURA. Aggiornato il disciplinare, si punta a dare maggiore visibilità. Citata nel film «Il campione» con Accorsi, dal 6 settembre una festa ad hoc.

Una storia agricola che si rinnova e guarda al futuro. La Patata di Martinengo, riconosciuta dal 2003 come prodotto De.Co. (Denominazione Comunale) su impulso di Luigi Veronelli, torna al centro dell’attenzione grazie a un rilancio voluto dall’amministrazione comunale e dai produttori locali. Dopo anni di lenta affermazione, oggi sono cinque le aziende agricole coinvolte nella produzione, con un disciplinare aggiornato e un mercato che guarda soprattutto alla grande distribuzione.

«Ora una festa più ampia»

«Questa patata, che è una patata a polpa bianca, fu proposta proprio da Veronelli nel 2003 – ricorda il sindaco di Martinengo, Pasquale Busetti – e io, allora consigliere comunale, la sostenni subito. È stata una delle prime dieci De.Co. in Italia. Oggi, da sindaco, non potevo che riprendere in mano questo progetto, rilanciandolo, tra le varie novità, con una festa di settembre dal programma più ampio e strutturato (dal 6 settembre al 10 ottobre, ndr)».

Aggiornato il disciplinare

Il cuore del rilancio però è il nuovo disciplinare, aggiornato con il supporto dell’agronomo Maurizio Vittori, già coltivatore di patate, per adeguarlo alle normative più recenti, e approvato il 23 luglio dall’amministrazione comunale con l’obiettivo di ottimizzare la valorizzazione e la tutela del prodotto. «Abbiamo inserito anche un comitato promotore – sottolinea Busetti – con il Comune come capofila, affiancato da Provincia di Bergamo, Camera di commercio, Regione Lombardia, associazioni agricole, Distretto Agricolo Bassa Bergamasca, Parco del Serio, ristoratori e cuochi. È un lavoro di rete che dà più forza al prodotto e al territorio».

Verso la grande distribuzione

Dal punto di vista produttivo, la Patata di Martinengo è oggi soprattutto una filiera agricola che guarda al mercato organizzato. Franco Gatti (Azienda Agricola Gatti), principale produttore, racconta: «La patata rappresenta circa un terzo della produzione vendibile della nostra azienda. Parliamo di 2mila quintali all’anno, con la quasi totalità destinata alla grande distribuzione: in particolare Conad del Centro-Nord e Iper la grande I. La vendita diretta a ristoranti e privati esiste, ma resta minoritaria, circa il 10% del totale».

Richiesta in aumento

Negli ultimi anni la richiesta della Patata di Martinengo è cresciuta molto. «Dobbiamo continuamente investire – spiega Gatti –. Per fornire la Gdo serve continuità, qualità e un packaging adeguato, e questo comporta attrezzature e investimenti costanti. È un impegno importante, ma sostenibile se c’è domanda». Le annate agricole continuano a influire fortemente: «Quest’anno la produzione è stata buona sia come quantità sia come qualità – osserva Gatti – mentre nel 2024 fu disastrosa, con il maltempo in primavera che compromise i raccolti. Il rischio climatico resta un fattore decisivo per chi coltiva patate».

«Un prodotto per tutto l’anno»

Il rilancio passa anche da una maggiore visibilità. «Stiamo lavorando perché la Patata di Martinengo (citata anche nel film “Il campione” con Stefano Accorsi, ndr) non sia solo un evento di un giorno – sottolinea il primo cittadino – ma venga riconosciuta come prodotto identitario lungo tutto l’anno. Il programma della festa sarà l’occasione per raccontare questa storia agricola, ma l’obiettivo è di renderla stabile nei menù dei ristoranti e nella spesa dei consumatori».

Cinque produttori, un disciplinare rinnovato, un comitato promotore allargato e la prospettiva di una presenza costante sul mercato: sono questi i pilastri della nuova stagione della Patata di Martinengo. Un piccolo prodotto di territorio che oggi si muove in un orizzonte più vasto, capace di unire tradizione agricola, economia locale e grande distribuzione.

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