Sportelli bancari, in Bergamasca persi 237 in 10 anni

TREND. Solo negli ultimi 24 mesi ne sono stati chiusi 21. I Comuni sprovvisti sono saliti a 102, il 42% del totale. Il Banco Bpm in testa per numero di filiali: ne conta 68.

Arretramento e riposizionamento. La geografia degli sportelli bancari in Bergamasca segue queste dinamiche, comuni al resto del Paese. Diminuiscono le filiali, favorendo l’avanzata di una desertificazione dei servizi, mentre il costante risiko dei grandi gruppi porta a nuovi equilibri. Però, alcuni segni incoraggianti si scorgono tra le pieghe dei numeri: ad esempio, una maggior tenuta delle banche medio-piccole e in particolare di quelle cooperative.

«Erosione» costante

L’ultima fotografia è quella che si ricava dai dati della Banca d’Italia aggiornati a metà dicembre 2025. Quando, in tutta la provincia di Bergamo, erano operative 416 succursali. L’erosione è costante, seppur non drastica: nel giro di un anno si sono persi «solo» nove sportelli (erano 425 a dicembre 2024) e in due anni il «taglio» è stato di 21 unità (a dicembre 2023 si contavano 437 succursali). In altri termini, in un biennio piuttosto frizzante per quanto riguarda i «movimenti» tra i vari istituti di credito, la Bergamasca ha lasciato sul terreno il 5% degli sportelli: ne è sparito un ventesimo.

Certo, se si allarga lo sguardo a un decennio pieno, l’emorragia è evidente: a gennaio 2015, in terra orobica le filiali erano 653. Da allora la saracinesca si è abbassata in ben 237 di queste, con una contrazione del 36,3%. In sintesi, in 10 anni ha chiuso più di una filiale su tre.

Chi si divide il podio

I dati più recenti di Bankitalia consentono di guardare anche al radicamento dei gruppi bancari. In testa – sempre facendo riferimento allo scenario di metà dicembre 2025 – c’è il Banco Bpm, che conta su 68 filiali, seguito da Bper (55) e Intesa Sanpaolo (52) su valori simili. Ormai dalla «scomparsa» di Ubi sono stabilmente queste tre realtà a occupare il podio bergamasco, pur con alcune differenze. Nell’ultimo biennio, il Banco ha mantenuto pressoché immutata la propria presenza (70 filiali sia a dicembre 2023 sia a dicembre 2024; ora 68), Bper ha ridotto lievemente la capillarità (dalle 63 sedi di dicembre 2023 è scesa alle 55 di dicembre 2024, confermate poi a dicembre 2025) e Intesa Sanpaolo lo ha fatto a passo più spedito (aveva 69 «insegne» a dicembre 2023, diventate 61 a dicembre 2024 e 52 a dicembre 2025).

Nell’arco di 10 anni, tuttavia, la fisionomia bancaria di Bergamo è stata stravolta. A gennaio 2015, ad esempio, Ubi conservava 145 filiali sul territorio, mentre il Banco Popolare era a quota 98, con Intesa a 89, e Bper con una sola sede.

Vi è poi un nucleo di gruppi con una presenza «media», ma più in grado di resistere. Oggi al quarto posto per numerosità delle filiali c’è la Banca popolare di Sondrio: ne conserva ancora 29, in linea non solo con gli ultimi anni, ma anche con il 2015 (anche allora erano 29). A quota 26, oggi, c’è la Bcc di Carate Brianza e Treviglio, frutto di una recente fusione a cavallo tra due province: non sono state sfoltite filiali, anche se nel 2015 la Bcc di Treviglio ne aveva 39 in terra orobica. Nell’ultimo periodo «tiene» anche Unicredit, che all’ultimo aggiornamento aveva 26 succursali, senza scossoni tra il 2024 (26) e il 2023 (27), ma esattamente dimezzate rispetto a gennaio 2015 (52).

Per 18 gruppi un solo sportello

In totale, Bankitalia censisce 43 gruppi bancari attivi in Bergamasca con almeno una filiale; tra le curiosità, sono 10 gli istituti di credito che vantano una «doppia cifra», cioè con almeno 10 sportelli, mentre 18 gruppi sono presenti con appena uno sportello.

L’altra faccia della medaglia, oltre alle strategie commerciali, è il servizio ai cittadini. A metà dicembre 2025 risultavano serviti da una succursale bancaria 141 Comuni bergamaschi su 243, dunque con 102 località scoperte (il 42% dei paesi); la parte del leone, giocoforza, la fa il capoluogo con ben 81 filiali, seguito da Treviglio (18) e Seriate (10). È interessante, da questa prospettiva, fare un paragone con il 1° gennaio 2019, cioè il riferimento pre-Covid: all’epoca erano 185 i Comuni serviti da almeno una banca, per un totale di 577 filiali. Così, in quasi sette anni, altri 44 Comuni della Bergamasca sono rimasti senza filiali.

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