Terziario, un’impresa su 4 fa fatica a restituire i crediti

IL FOCUS. Ricerca Ascom: la liquidità resta una criticità per le realtà orobiche. Fusini: il turismo stenta, non ingannino 200 alberghi su oltre 5mila attività.

Migliora la liquidità delle imprese del terziario, ma la Bergamasca fa più fatica della media nazionale. Nella rilevazione di Format Research per l’Osservatorio congiunturale di Ascom Confcommercio Bergamo l’indicatore del fabbisogno finanziario è passato da 37 a 39 negli ultimi sei mesi, con una previsione di sostanziale stabilità fine all’autunno. Viaggiano bene soprattutto i servizi, il commercio è nella media, mentre il turismo stenta: «Gli alberghi sono pieni - spiega il direttore di Ascom Bergamo Oscar Fusini - ma si tratta di circa 200 imprese rispetto alle oltre cinquemila in provincia fra bar e ristoranti».

«Prestiti per le bollette»

La capacità di far fronte al fabbisogno finanziario sfiorava il 60% a ottobre 2019, è crollato al 20% con lo scoppio della pandemia per poi recuperare fino a raggiungere il 40% nell’aprile 2022, ma col caro energia e l’impennata tassi, le imprese del terziario fanno fatica rispettare gli impegni. Balza all’occhio il fatto che un’ attività su 3 abbia chiesto credito, «presumibilmente per pagare bollette», aggiunge Fusini. Soprattutto, oltre un quarto delle imprese (25,5%) dichiara di avere difficoltà a restituire il prestito ottenuto e il 45,6% ritiene utile una nuova moratoria. Ma qual è stata la risposta del settore bancario? Per l’81% delle imprese la domanda di finanziamento è stata accolta, pur con alcuni distinguo: le richieste pienamente accolte ad aprile 2023 sono state il 58%, contro il 61,2% di ottobre 2022, quelle accolte con una cifra inferiore sono passate dal 20% al 23%, mentre sono diminuiti i “no” (7% ad aprile rispetto al 9% di sei mesi fa). Sono aumentate, però, le pratiche in sospeso: il 12% è ancora in attesa di risposta, contro il 9,8% di ottobre, «segno che le banche sono più attente a fare credito», sottolinea Fusini.

Accolto il 58% delle richieste

Rispetto ai dati nazionali a Bergamo la risposta delle banche è stata migliore: è stato accolto il 58% delle richieste, contro il 45% del resto d’Italia, solo per il 23% con una sforbiciata agli importi, mentre nel resto del Paese la cifra è inferiore nel 32% dei casi. Meno anche le domande respinte (7% a Bergamo contro il 15%), però a livello nazionale la risposta è più veloce: solo 8% delle pratiche è ancora in attesa contro il 12% provinciale.

Continua a peggiorare il giudizio delle imprese del terziario sul costo del credito: l’indice ora è 42, contro il 45 di sei mesi fa, anche se il dato locale è molto più alto di quello italiano (18). «Sulle imprese pesa l’aumento dei tassi d’interesse - fa presente il direttore Ascom - così come è peggiorato il giudizio sulla durata temporale del credito concesso dalle banche e sul costo dei servizi. Invariati invece gli indici relativi al costo dell’istruttoria e alle garanzie richieste a copertura dei finanziamenti».

Il primato degli investimenti

Ma a cosa sono stati destinati i prestiti ottenuti? Per la prima volta quest’anno la ricerca dell’Osservatorio Ascom risponde anche a questa domanda: negli ultimi tre anni il 44,3% delle imprese li ha usati per fare investimentI. Più nel dettaglio, il 48% ha acquistato macchinari, arredi, beni strumentali, il 30% ha innovato i processi aziendali, il 27% ha migliorato la sicurezza sul lavoro, ma c’è anche chi ha fatto innovazione di prodotto (15%) o progetti di efficientamento energetico e sostenibilità ambientale (14%), ha puntato sul commercio elettronico (13%) o ha fatto formazione del personale (6%). «Va detto che in Bergamasca c’è un buon rapporto banche-imprese - sottolinea Cristina Botti, presidente Fogalco, -. È anche cresciuta l’attenzione verso le micro e piccole, che sono quelle che stanno soffrendo di più e che, a fronte dei tassi attuali, preferiscono rinviare investimenti a tempi migliori. Il nostro Confidi non solo cerca di agevolare l’ottenimento del credito, ma aiuta le imprese nella finanza agevolata, intercettando bandi regionali a fondo perduto».

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