Tra i robot umanoidi di Las Vegas c’è anche un tocco bergamasco

CONSUMER ELECTRONICS SHOW. Nel padiglione di Intel esposto RoBee prodotto da una startup finanziata dal fondo Cysero. Anche per Amd tecnologia italiana con lo spin-off dell’Iit di Genova.

Las Vegas

Il 2026 sarà (ancora) l’anno dell’intelligenza artificiale. A ribadirlo, sul palco del «Consumer Electronics Show» (Ces) di Las Vegas sono state le grandi aziende della Silicon Valley. Che però si sono rese conto dei cambiamenti degli ultimi mesi: i grandi investimenti nell’IA e nell’infrastruttura del supercalcolo che la sostiene devono iniziare a generare dei guadagni, altrimenti i rubinetti della finanza rischiano di chiudersi.

La «Physical AI»

Così, mentre i critici parlano apertamente di una «bolla» dell’intelligenza artificiale paragonabile a quella delle dot-com, i colossi dell’hi-tech - a partire da Nvidia - hanno deciso di puntare sulla «Physical AI» per la messa a terra delle loro nuove tecnologie. Tecnologie che, stima Reuters, sono il risultato di 1.600 miliardi di dollari di investimenti nell’ultima decade. Far fruttare questi soldi sarà difficile, per un settore che raggiungerà i mille miliardi di ricavi solo nel 2028 e che, alla fine del 2025, non garantiva guadagni sostanziali per il 95% delle aziende che ne fanno parte.

Boston Dynamics ha mostrato i progressi di Atlas, il suo robot umanoide, che ora è persino in grado di compiere acrobazie

Con il termine «Physical AI», gli esperti presenti al Ces hanno voluto descrivere tutte le applicazioni «pratiche» dell’intelligenza artificiale: ci si allontana dal software «puro», come ChatGpt e Google Gemini, per avvicinarsi a prodotti tangibili, che utilizzano fotocamere e sensori per percepire il mondo e sfruttano l’IA per l’elaborazione istantanea dell’enorme mole di dati captati dall’ambiente.

Il finanziamento bergamasco

In fiera s’è visto anche un esempio finanziato da bergamaschi. Al padiglione di Intel, infatti, era esposto «RoBee», il robot umanoide prodotto dall’italiana Oversonic Robotics, startup di Carate Brianza finanziata dal fondo Cysero promosso da Avm e Kilometro Rosso e nel quale hanno investito anche le famiglie Bombassei, Radici, Persico e Fassi. La proposta di Oversonic è bipartita: con il «RoBee» di serie R, pensato per compiti ripetitivi e pericolosi, l’azienda supporta la sicurezza nella manifattura; con quello di serie M, invece, punta ad affiancare medici e infermieri in sala operatoria.

La guida autonoma

L’applicazione più nota della «Physical AI» è la guida autonoma: tutte le vetture che possono «guidarsi da sole», anche per brevi periodi di tempo, utilizzano l’intelligenza artificiale e i sensori per decidere quando accelerare, rallentare, sterzare o curvare. La grande novità del Ces per l’automotive è l’annuncio, da parte di Nvidia, di «Alpamayo»: si tratta di una famiglia di modelli, di simulatori e di banche dati pensati per la guida autonoma, che negli Stati Uniti sta piano piano prendendo piede. Peculiarità di «Alpamayo» è che si tratta di una tecnologia open-source, ad accesso libero e gratuito per tutti coloro che desiderano utilizzarla, a dimostrazione di quanto il colosso hi-tech di Santa Clara creda nella sua ultima tecnologia. Per supportare l’espansione della potenza di calcolo tradizionale, Nvidia ha presentato sei nuovi chip per l’Hpc: i principali sono i processori Vera e le grafiche Rubin, queste ultime fino a cinque volte più potenti delle «vecchie» schede Blackwell. Insieme, i due chip - insieme alle Dpu Bluefield-4 e agli switch NVLink 6, ConnectX-9 SuperNIC e Spectrum-6 Ethernet - formano la nuova architettura «Vera Rubin», che rappresenterà il «cervello» dei datacenter di nuova generazione.

La robotica umanoide

Automotive a parte, la «Physical AI» è la tecnologia abilitante dell’ondata di robot che ha preso d’assalto i padiglioni del Las Vegas Convention Center durante il Ces. L’intelligenza artificiale «fisica» ha spalancato le porte della robotica umanoide, rendendola più accessibile sia in termini di prezzi che a livello tecnologico: con l’eccezione di Tesla - il cui robot Optimus è stato il grande assente della kermesse - tutte le principali aziende coinvolte nel mercato dell’automazione hanno mostrato degli automi bipedi destinati all’industria o alla vendita al dettaglio. Boston Dynamics - che dal 2021 fa parte del gruppo Hyundai - ha mostrato i progressi di Atlas, il suo robot umanoide, che ora è persino in grado di compiere acrobazie (una demo, addirittura, lo ha visto eseguire perfettamente un salto carpiato all’indietro) e che entrerà in produzione di massa già nel 2026: al momento, l’automa è in fase di test nelle fabbriche di Hyundai e nei laboratori di Google Deepmind.

Anche la grande rivale di Intel, Amd, ha deciso di puntare su un robot italiano. «Gene.01», presentato durante la conferenza della compagnia di Sunnyvale al Ces, è il prodotto della ricerca di Generative Bionics, startup nata come spin-off dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova: si tratta di un automa che usa la piattaforma IA di Amd per analizzare in tempo reale i dati forniti da una «pelle» sintetica fatta di sensori tattili, grazie ai quali può percepire urti e collisioni con materiali ed esseri umani, migliorando la sicurezza degli ambienti in cui uomini e robot sono chiamati a collaborare.

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