Turismo e terziario, in provincia a rischio 20 mila posti di lavoro

Turismo e terziario, in provincia
a rischio 20 mila posti di lavoro

L’allarme dei sindacati: tra i più colpiti gli addetti alle pulizie e il personale di alberghi, ristoranti e bar. «Intervenire con misure tempestive e immediate».

Mala tempora currunt , come direbbero i latini, ovvero: corrono tempi cattivi. L’ennesima riprova la forniscono i sindacati del turismo, dei pubblici esercizi e del terziario in generale, che prospettano, in caso di fine del blocco dei licenziamenti (al momento il termine è fissato al 31 marzo), la perdita del posto di lavoro da parte di «oltre 20 mila lavoratori nella sola provincia di Bergamo». Lanciando l’allarme, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil tracciano un identikit delle categorie più a rischio: «Particolarmente esposti sono coloro che operano in settori cosiddetti poveri, a partire dai comparti di pulizie, alberghi, bar, ristoranti e nel commercio». Si tratta di «persone che potrebbero trovarsi disoccupate non appena il blocco dei licenziamenti sarà tolto», avvertono i segretari generali Mario Colleoni (Filcams-Cgil), Diego Lorenzi (Fisascat-Cisl) e Anila Cenoli (Uiltucs-Uil).

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