Un export da record traina i macchinari: «Il 2024 ancora ok»

I DATI UCIMU. La produzione chiude l’anno con un +3,8% grazie alle grandi performance delle vendite all’estero. Dalla Cina (+34%) alla Francia (+32%), fino agli Usa (+26%).

Un settore chiave, anche per la Bergamasca, quello dei macchinari, che nel 2023 ha ancora regalato soddisfazioni, con un nuovo record di produzione. Ma soprattutto un comparto che anche nel 2024 dovrebbe continuare il suo trend positivo. Nel dettaglio, secondo i dati di preconsuntivo elaborati dal centro studi & cultura di impresa di Ucimu sistemi per produrre, che rappresenta l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione, nel 2023 la produzione si è attestata a 7.560 milioni di euro, segnando un incremento del 3,8% rispetto all’anno precedente. Il risultato è stato determinato dal buon andamento dell’export cresciuto, del 10,3%, ad una cifra record di 3.825 milioni di euro. Il dato di export/produzione è tornato a salire, attestandosi a 50,6%.

E, come detto, per il 2024 le previsioni vedono la produzione ancora in crescita a 7.595 milioni (+0,5% rispetto al 2023), sempre grazie all’incremento registrato dalle esportazioni che si attesteranno a 4.070 milioni di euro (+6,4%).

Colombo: «Crescita rallentata»

La presidente di Ucimu, Barbara Colombo ha evidenziato che «sebbene siano evidenti i segnali di rallentamento, il 2023 dei costruttori italiani chiude ancora con segno positivo; la produzione made in Italy di settore cresce ancora mettendo a segno un nuovo record grazie ai buoni riscontri che le aziende hanno ottenuto oltreconfine».

Sul fronte estero, secondo l’elaborazione Ucimu sui dati Istat, nel periodo gennaio-agosto 2023 (ultimo dato disponibile), principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di settore risultano sempre gli Stati Uniti (356 milioni di euro, +26,7%), Germania (217 milioni, +8,8%); Cina (163 milioni, +34%), Francia (138 milioni +32,1%), Polonia (128 milioni, +14,7%).

Le consegne dei costruttori italiani sul mercato interno sono risultate invece in leggera contrazione, fermandosi a 3.735 milioni di euro, il 2% in meno rispetto al 2022. Consegne e importazioni - queste ultime in calo del 4,5% a 2.385 milioni di euro - hanno risentito della riduzione, seppur minima, del consumo sceso, del 3%, a 6.120 milioni di euro.

Nel 2024, secondo le previsioni, le consegne dei costruttori sul mercato interno, si fermeranno a 3.525 milioni (-5,6%), in linea con il calo del consumo domestico che dovrebbe attestarsi a 5.780 milioni di euro (-5,6%). Anche le importazioni risentiranno del raffreddamento della domanda di investimenti in Italia, scendendo, del 5,5%, a 2.255 milioni di euro. Il dato di export/produzione salirà ancora, attestandosi a 53,6%.

Tornando ai Paesi di sbocco e in particolare la Germania (secondo paese export, primo in Ue), Colombo ha ricordato come Ucimu abbia recentemente presentato al ministro degli Affari esteri, «un piano operativo di attività, per il biennio 2024-2025, tra industrie della macchina utensile italiana e tedesca, per consolidare i rapporti di collaborazione tra i due sistemi industriali leader mondiali in questo settore». «Visite reciproche - aggiunge - agli stabilimenti produttivi dei due paesi, organizzazione dell’incoming di delegazioni di utilizzatori tedeschi a imprese italiane e a fiere del settore in Italia, l’organizzazione di un forum della macchina utensile italiana in Germania per favorire e stimolare la reciproca conoscenza dei principali player costruttori e utilizzatori dei due paesi e analisi di mercato sono alcune delle iniziative che costituiscono questo programma».

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