Un’impresa su cinque guidata da donne. Ma solo il 27% riesce a scalare i vertici

L’ANALISI. In Bergamasca si contano 17.478 aziende «rosa», in crescita dello 0,8%. Il settore di punta resta quello dei servizi. In aumento le società fondate da extracomunitarie. Su L’Eco di Bergamo del 7 marzo due pagine di storie al femminile.

Continua a crescere l’imprenditoria femminile in terra orobica, ma ai posti di comando le donne sono ancora poche. È il quadro che emerge dai dati della Camera di commercio di Bergamo, secondo cui, nel 2025, le imprese femminili - realtà in cui la presenza di donne negli organi di controllo e nelle quote di proprietà supera il 50% - raggiungono quota 17.478 (più 0,8% rispetto al 2024). Nello specifico, il 77,8% delle imprese femminili è a partecipazione esclusiva di donne, il 17% presenta una forte partecipazione femminile (più del 60%) e il restante 5% una partecipazione maggioritaria.

In pratica oltre un’impresa su cinque è guidata da donne, in linea con il trend regionale e nazionale, però, se si osservano le posizioni di vertice complessive, la situazione è decisamente meno rosea. In questo caso, infatti, alla fine del 2025, su 131.751 persone che ricoprono cariche e qualifiche, solo 35.645 sono donne, pari al 27% del totale: un dato che evidenzia come l’accesso alle posizioni di controllo e gestione resti ancora ridotto.

Nello specifico, il 77,8% delle imprese femminili è a partecipazione esclusiva di donne, il 17% presenta una forte partecipazione femminile (più del 60%) e il restante 5% una partecipazione maggioritaria

Tornando agli aspetti positivi, la crescita dell’imprenditoria femminile è particolarmente evidente nell’area urbana, che segna un aumento dell’1,2% dopo la stagnazione del 2024. La città di Bergamo conta 3.242 imprese, con un saldo positivo di 62 unità, seguita da Seriate (281) e Alzano Lombardo (183). Dinamiche positive anche nella pianura e in collina, entrambe in crescita dello 0,3%. Nella pianura i principali poli sono Treviglio, Romano di Lombardia, Dalmine e Caravaggio, mentre nell’area collinare spiccano Sarnico, Costa Volpino e Castelli Calepio. In flessione, invece, la zona montana - il maggior numero di imprese si colloca ad Albino e Clusone - che registra un calo dello 0,8% dopo il risultato positivo del 2024.

Tornando agli aspetti positivi, la crescita dell’imprenditoria femminile è particolarmente evidente nell’area urbana, che segna un aumento dell’1,2% dopo la stagnazione del 2024

I settori più rosa

Tra i settori emerge il rafforzamento dei servizi, che si confermano il comparto di punta dell’imprenditoria femminile. Le crescite più significative si registrano nelle attività immobiliari (più 7,7%), in quelle professionali, scientifiche e tecniche (più 6,3%), nelle altre attività di servizi (più 5,5%) e in quelle finanziarie e assicurative (più 4,6%). Segno opposto invece per alcuni settori tradizionali dell’economia provinciale come costruzioni (meno 12%), manifattura (meno 4,7%), commercio (meno 3,5%) e agricoltura (meno 1,5%). Rispetto al 2024 crescono le società di capitali (più 1,5%) e le imprese individuali (più 0,7%), mentre sono in calo le società di persone (meno 2,6%), le cooperative (meno 9%) e i consorzi (meno 12,5%).

Positivo anche il trend del comparto artigiano con 4.877 imprese e un più 0,3% rispetto al 2024: a fare la parte del leone sono le attività di servizi (2.652 unità), seguite da quelle manifatturiere (960), dalle attività amministrative e di supporto (383) e dalle costruzioni (228).

Stabili le imprese giovanili

Stabili le imprese giovanili con 2.093 unità, mentre fa un bel balzo in avanti (più 4,5% rispetto al 2024) l’imprenditoria straniera che sale a 2.379 imprese. Nell’ordine: ingrosso e dettaglio (591), servizi di alloggio e ristorazione (426) e altre attività di servizi (415). La maggioranza delle imprese è extra Ue. (81,3%), mentre il restante 18,7% proviene da Paesi comunitari. I primi cinque Paesi di riferimento (in cui sono nate le imprenditrici individuali straniere) sono Cina, Romania, Marocco, Albania e India.

«L’imprenditoria femminile a Bergamo - ribadisce il segretario generale della Camera di commercio, Maria Paola Esposito - è un vero motore di rinnovamento per l’economia locale, ma la strada verso una piena rappresentanza nelle posizioni di controllo e gestione aziendale richiede ancora impegno».

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