Uranio, Zenith chiede di esplorare la miniera di Novazza
LA RICHIESTA. Il gruppo canadese ha presentato la richiesta al ministero la Valutazione di impatto ambientale (Via). L’a.d. Cattaneo: se concederanno la licenza, la fase d’indagine durerà 4 anni. Coinvolti 15 tecnici bergamaschi.
La Valutazione di impatto ambientale (Via) per la miniera di Novazza (frazione di Valgoglio) è stata presentata la scorsa settimana al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Così è ufficialmente partito l’iter che potrebbe portare la società Futuro Energetico Italiano (Fei), controllata dal gruppo Zenith Energy, ad ottenere una licenza di esplorazione. «Inizia un processo che potrebbe essere corto o lungo, ma in cui credo molto, anche per passione culturale» commenta Andrea Cattaneo, genovese di nascita e amministratore delegato di Zenith Energy, società con sede a Calgary, nel sud del Canada, focalizzata sull’acquisizione e sviluppo di asset energetici.
Lo stesso Cattaneo spiega: «Zenith è una società con 75 milioni di euro di capitalizzazione su tre mercati: Londra, Oslo e Stoccolma, scelti strategicamente per la loro attenzione alle attività del sottosuolo, ma resta un’azienda a controllo italiano».
In Italia opera attraverso Wesolar, società nata un anno fa per la gestione di progetti di sviluppo dell’energia solare in Liguria, Puglia e Lazio, mentre le filiali italiane di Zenith sono coinvolte nella produzione ed esplorazione di gas naturale in alcuni siti del Centro Italia. La neonata Fei, invece, è stata costituita esclusivamente per detenere e sviluppare i progetti di uranio a Novazza e in Val Vedello, miniera della provincia di Sondrio, per la quale sarà presentata una Valutazione di impatto ambientale entro il 15 luglio, in virtù della proroga ottenuta dalla società per motivi tecnici. «Questa nuova realtà ha un management minerario dedicato» spiega Cattaneo, che conferma come la squadra al lavoro sul progetto sia composta da 15 tecnici bergamaschi.
Obiettivo della richiesta al ministero è ottenere il rilascio di una licenza di esplorazione, una prima fase di indagine che dovrebbe durare quattro anni prima di procedere ad altre valutazioni. «L’investimento di cui parliamo dovrebbe essere di circa 2 o 3 milioni di euro, anche se è prematuro quantificare cifre esatte in questa fase in cui non c’è ancora alcun cantiere aperto».
Quale potrebbe essere l’evoluzione, se la fase esplorativa sarà concessa e risulterà positiva, è lo stesso amministratore delegato a spiegarlo nel comunicato diramato da Zenith Energy: «Riteniamo che Val Vedello e Novazza siano ben allineate con obiettivi strategici più ampi. La combinazione di potenziale storico delle risorse, infrastrutture esistenti e un chiaro percorso regolatorio posiziona Fei per svolgere un ruolo nel sostenere la transizione energetica e le ambizioni di sicurezza energetica dell’Italia». Il riferimento è ad una politica energetica europea in evoluzione, alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e la conseguente volatilità nei mercati petroliferi globali, oltre che all’indipendenza dell’approvvigionamento energetico nazionale. Ma Cattaneo sa che parlare di uranio non è semplice: «Noi ci impegniamo a mettere la massima cura nella sicurezza, il resto si vedrà, anche nelle decisioni che potranno maturare dal Parlamento e dal Governo». Tutte le attività di esplorazione, chiariscono dalla società, aderiranno alle procedure di Valutazione dell’impatto ambientale e integreranno le migliori pratiche di radioprotezione, ventilazione, gestione dei rifiuti e gestione delle acque, garantendo la protezione dell’ambiente alpino in tutte le fasi di esplorazione e sviluppo.
La storia: il primo studio di Agip
Nei mesi scorsi la società ha svolto anche ricerche storiche sui due siti e la ricostruzione è riportata nel comunicato. Val Vedello e Novazza furono scoperti e sviluppati per la prima volta da Agip Nucleare, una ex controllata della compagnia petrolifera nazionale italiana, nel periodo 1959-1982, nell’ambito del «Programma nazionale nucleare italiano».
I giacimenti vennero individuati attraverso ampie campagne di esplorazione geomineraria promosse dal Comitato nazionale per l’energia nucleare (Cnen). L’esplorazione condotta al tempo ha definito una risorsa storicamente stimata di circa mille tonnellate di uranio metallico a Novazza e circa 6mila tonnellate di ossido di uranio a Val Vedello. Gli scavi condotti a Novazza si sviluppano a livello sotterraneo su quattro livelli, con oltre 100 fori diamantati e più di 6 chilometri di gallerie. Il giacimento sondriese di Val Vedello è collocato a circa 15 km a nord rispetto a quello della Val Seriana, ad altitudini maggiori e pare essere più grande, con 11mila metri di sviluppo sotterraneo e 60mila metri di perforazioni registrate.
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