Autostrade a rischio nelle faide politiche

Autostrade a rischio
nelle faide politiche

Angela Merkel ha detto ai giornalisti, al termine del vertice italo-tedesco con Giuseppe Conte, che è «curiosa di vedere come andrà a finire il Consiglio dei ministri di oggi», durante il quale il governo discuterà il «caso Autostrade». E non è soltanto una curiosità generica quella della Cancelliera: Aspi, la società autostradale controllata dalla famiglia Benetton, ha tra i suoi azionisti più importanti anche gruppi assicurativi e investitori tedeschi. In realtà, questo «giallo» sembra che stia per volgere al termine.

E, a quel che si capisce fino a questo momento, potremmo dire con una battuta che sta vincendo Toninelli. Ricorderete l’ex ministro grillino dei Trasporti che si trovò a fronteggiare il crollo del Ponte Morandi e che dal primo momento tuonò contro la Società Autostrade e soprattutto contro Benetton, promettendo la revoca immediata dalla concessione.

Forse all’oscuro di quanto la questione potesse essere giuridicamente e finanziariamente complicata, Toninelli fu fatto fuori dal M5S e non rientrò al governo Conte-bis: al suo posto andò la dem Paola De Micheli. Che, a nome del Pd, ha mantenuto una linea di trattativa con la famiglia di azionisti trevigiani, anche in considerazione delle pesanti ricadute di una possibile revoca della concessione. Anche Conte ha traccheggiato per quasi due anni, ma ha spinto sull’acceleratore quando si è posto il problema di chi avrebbe dovuto ricevere la gestione del nuovo Ponte genovese costruito a tempo di record.

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