Basta stato d’emergenza, ma non è un liberi tutti: sta a noi e al buonsenso

Non è un pesce d’aprile. Da giovedì non ci sarà più lo stato d’emergenza Covid. Ma non è un liberi tutti. Il governo ha messo in atto con un decreto una vera e propria road map di allentamento delle misure di contrasto. Finisce l’obbligo di mettere la mascherina all’aperto nei luoghi affollati, sparisce il Super Green Pass, verrà isolato solo chi contrae il virus mentre chi entra in contatto con un positivo non avrà l’obbligo di osservare la quarantena. A scuola le lezioni saranno sempre in presenza indipendentemente dal numero di casi. Si riempiono a capienza completa stadi, palazzetti e funivie.

Basta stato d’emergenza, ma non è un liberi tutti: sta a noi e al buonsenso

La «deregulation» anti-Covid ci accompagnerà fino alla fine di quest’anno, quando si spera saremo definitivamente liberi da ogni restrizione. La cosa può sembrare paradossale mentre le statistiche registrano un aumento del virus e della sottovariante Omicron 2, di cui al momento si sa che è più contagiosa e meno «rischiosa». Che significa? Dobbiamo stare attenti a non farci prendere dall’euforia pensando che «la guerra contro il Covid è finita». Il problema è che la percezione di noi italiani di fronte alla pandemia è cambiata. Ci sono vari fattori che portano a tutto questo, come la stanchezza dopo anni di sacrifici e restrizioni e soprattutto l’invasione russa dell’Ucraina, che ha proiettato il panico e i timori dell’opinione pubblica verso Est.

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