Bipolarismo di ritorno L’intesa Pd-5 Stelle

Bipolarismo di ritorno
L’intesa Pd-5 Stelle

I ballottaggi nei Comuni hanno confermato la tendenza elettorale che osserviamo da diversi mesi. La crescita del centrodestra a trazione leghista che conquista Comuni fino ad oggi roccaforti della sinistra (esempio clamoroso: Ferrara); la debole inversione di tendenza del Pd che ha quasi fermato l’emorragia di voti, per certi aspetti si è ricompattato (si riprende Livorno) ma pure continua a perdere posizioni. Entrambi, centrodestra e centrosinistra, sono sul campo come avversari - oggi l’uno forte e l’altro debole - e dunque rimettono i paletti di un bipolarismo dato frettolosamente per morto.

Infatti il terzo soggetto, finora primo partito, il M5S, è sostanzialmente assente in moltissimi Comuni, e dove c’è quasi mai arriva al ballottaggio, e dove ha vinto una volta perde subito dopo (Avellino, Pomezia, Livorno). Il M5S però questa volta almeno un Comune l’ha strappato: Campobasso. Con un elemento molto interessante: si sa che in città, tra il candidato leghista e quello grillino, gli elettori del Pd hanno votato per quest’ultimo. Il neo-sindaco smentisce patti segreti tra i due partiti ma l’idea di una coalizione «tutti contro Salvini» in quel capoluogo del Molise si è realizzata.


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