Brexit, grande caos
Un quadro desolante

Martedì 29 ottobre, per la milionesima volta, i parlamentari inglesi si sono scannati sulla Brexit con annessi e connessi. Ed era interessante notare che ciò avveniva proprio mentre tutti i maggiori partiti potevano intestarsi una qualche vittoria. I conservatori del premier Boris Johnson per aver ottenuto di andare a elezioni anticipate, che affronteranno gridando agli elettori che loro avrebbero voluto realizzare la Brexit mentre gli altri hanno ignorato la volontà del popolo, stabilita con il referendum del giugno 2016. I Liberal-democratici e il Partito nazionale scozzese, fortemente anti-Brexit, per aver sventato il piano di Johnson di salutare comunque l’Europa, con le buone (un accordo con Bruxelles) o con le cattive (senza alcun accordo).

Brexit, grande caos Un quadro desolante

Il Partito laburista perché ha sposato, in questi quattro anni, quasi tutte le posizioni e ora si dice pronto a varare una «Brexit buona» (in sostanza, ce ne andiamo ma continuiamo a commerciare senza vincoli) visto che l’ipotesi di una «Brexit cattiva» è tramontata. Gli unionisti dell’Irlanda del Nord, pro-Brexit, perché l’unica Brexit ancora possibile, ovvero quella concordata da Johnson con le autorità europee, a loro non piaceva.

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