Calenda senza freni: la sintesi difficile

«Un hacker per silenziare Twitter lo abbiamo?», si chiede il dem Matteo Orfini, commentando le raffiche di tweet di Carlo Calenda, che in questi giorni, dopo l’accordo con Enrico Letta, spara a colpi di «social» nel saloon del centrosinistra su chiunque si azzardi a criticare l’Agenda Draghi. Ma un hacker non si trova e il leader di Azione continua a ricaricare i suoi «cinguettii» come nel Far West.

Calenda senza freni: la sintesi difficile
Carlo Calenda

Ora i suoi bersagli preferiti sono il leader dei Verdi Angelo Bonelli, da poco entrato nella coalizione guidata dal Pd, e Nicola Frattoianni, tormentato segretario nazionale della Sinistra italiana, accusato di essere contrario all’allargamento della Nato. Calenda, divenuto il protagonista di quest’estate politica, abilissimo nel far valere la sua rendita di posizione, aveva sparato alzo zero anche sui Cinque Stelle e sullo stesso Letta fino al giorno prima di stringere l’accordo, trasformando il «campo largo» in un campo di tiro. E non ha nessuna intenzione di smettere nella difesa ostinata dell’Agenda Draghi, il fantasma che si aggira per l’Europa in questa surreale campagna elettorale, l’unica della storia della Repubblica dove un premier dimissionario guida ancora vivo e vegeto un Governo mentre un altro partito si candida a suo continuatore in tutto e per tutto, punto per punto, senza peraltro averne mai fatto parte.

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