Conte ha bisogno di cambiare passo
Giuseppe Conte (Foto by Ansa)

Conte ha bisogno
di cambiare passo

Conte mangerà il panettone a Natale, il primo dell’era Covid, e vedremo con quali commensali virtuali. È sperabile e possibile sia così, benché la testa degli italiani sia altrove: un po’ di impazienza da stress pandemico, i morti che continuano, l’attesa per il vaccino, la crisi economica che galoppa. A chi giova la crisi di governo? Fin qui, aspettando la legge di bilancio, c’è stato uno schema preconfezionato: drammatizzazione iniziale, mediazione successiva, quasi crisi, non crisi, poi un esito incerottato. Il gradino scivoloso erano i grillini in via di normalizzazione da parte del Pd, ma il loro è un caos decifrabile: pur di non andare a votare accettano di perdere pezzi per strada e di avere un futuro alle spalle.

La riforma del Mes è stata superata e il premier a Bruxelles ha siglato l’accordo per sbloccare i fondi del Recovery fond: oltre 200 miliardi di euro tra sussidi e prestiti agevolati per l’Italia. Conte è andato con una valigia mezza piena e con una credibilità del Sistema Italia che, pur a fatica, tiene. Se però Mattarella ripete che servono serietà e unità, il sottinteso è che ancora non ci siamo. Fra la primavera del primo lockdown e il Natale della seconda ondata il quadro è cambiato, scivolando verso l’incomprensione. La maggioranza è sfilacciata e divisa, scaricando su Palazzo Chigi le proprie contraddizioni. E per la proprietà transitiva, la stagione di Conte si complica: questa è la novità.

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