Democrazia vitale
priorità assoluta

È arrivata la convocazione, da parte del presidente della Camera dei deputati, del Parlamento in seduta comune, integrato dai delegati regionali, per l’elezione a scrutinio segreto del nuovo presidente della Repubblica. Non ho rivelazioni da insider, né previsioni; solo riflessioni a partire dalla Costituzione e dal contesto politico. Anzitutto: benissimo ha fatto Mattarella a declinare inopportuni inviti a un doppio mandato, ancorché parziale. Non c’è, è vero, un divieto espresso a riguardo. Ma dalla Costituzione si ricava chiara la preoccupazione di evitare che il presidente orienti il suo mandato per compiacere una specifica maggioranza che lo possa poi ri-eleggere. È in fondo la stessa preoccupazione alla radice del semestre bianco: evitare incroci pericolosi tra elezioni del Parlamento, seguente formazione di maggioranze di Governo, ed elezione presidenziale.

Democrazia vitale priorità assoluta

Un mandato lungo (7 anni), iniziato in età non verde (almeno 50 anni), e la previsione di un seggio di senatore a vita denotano la volontà della Costituzione di individuare un percorso di garanzia, al riparo da tentazioni di parte politica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA