Donne aggredite
Legge salva vite

Il «codice rosso», la disciplina penale e processuale della violenza domestica e di genere entrata in vigore nel luglio del 2019, corredata da inasprimenti delle pene non bastava. La recrudescenza della violenza contro le donne è tale che il Governo ha provveduto a un disegno di legge speciale per la prevenzione delle aggressioni e la protezione delle donne. Tante di loro si sarebbero potute salvare se questa legge fosse stata già in vigore. Il testo è ancora in discussione e potrebbe essere modificato ma l’impianto è definitivo. Una legge durissima, che concede poco spazio ai persecutori.

Donne aggredite Legge salva vite

Colpisce il numero delle ministre che hanno contribuito a scrivere le norme: ma forse sarebbe stato utile anche qualche ministro uomo perché quella contro i femminicidi, le aggressioni e le molestie contro le donne è una battaglia di tutti i cittadini, non solo delle cittadine. Il testo infatti è frutto del lavoro delle ministre Elena Bonetti, Luciana Lamorgese, Marta Cartabia, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Fabiana Dadone ed Erika Stefani (nella compagine governativa in rosa manca solo la ministra dell’Università Cristina Messa).

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