Doping Russia Politica e sport

Doping Russia
Politica e sport

Ci mancava anche lo scandalo del doping nello sport per isolare ulteriormente la Russia proprio adesso che sono in corso tentativi di riavvicinarla all’Europa e all’Occidente e non buttarla tra le braccia dei cinesi. La decisione dell’Agenzia mondiale anti-doping (Wada) è stata presa all’unanimità, segno che qualcosa di veramente grave è davvero avvenuto: sarebbero state presentate prove false e vi sarebbero state delle manomissioni di dati di laboratorio. Mai nello storia dello sport un Paese aveva subito una condanna così pesante. La Russia, però, è recidiva. Ecco la ragione di tanto rigore.

Le reazioni federali sono improntate alla massima difesa ed all’annuncio che entro 21 giorni verrà «contestata» la decisione del Wada. Di «isteria anti-russa» parlano in tanti come di «politicizzazione dello sport». Tuttavia, nelle giornate passate, si era assistito ad un inatteso scambio di accuse tra il ministero dello Sport e l’Agenzia anti-doping nazionale, Rusada. Il capo di quest’ultima, Jurij Ganus, aveva previsto la condanna ed aveva ribadito alla vigilia della decisione di Losanna che «lo sport pulito è la sua missione».

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