Facebook, adesso
è l’ora dei fatti

Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera erano presenti trenta capi di Stato più uno. Senza apparenti titoli se non quello di imprenditore, Zuckerberg si è presentato nel gotha della diplomazia internazionale nelle vesti di combattente per la democrazia. Non ha eserciti dietro di sé, né testate atomiche ma è la star per eccellenza. Il motivo è semplice: è il più potente di tutti. Con una rete di contatti che supera 1,9 miliardi di utilizzatori, dispone di un popolo transnazionale superiore al miliardo e mezzo, ed è in grado di condizionare l’opinione pubblica del mondo intero. Nella sala del Bayerischer Hof l’uomo di Facebook grida al mondo il suo impegno: abbiamo una responsabilità, vi saranno nuove minacce e noi dobbiamo scoprirle prima che possano creare danni. Uno slancio di condivisione che non viene dal nulla. Cambridge Analytica aveva utilizzato 50 milioni di profili Facebook e i dati privati ad essi legati per sviluppare un software in aiuto a Donald Trump nelle elezioni del 2016. Uno scandalo costato un calo vistoso in Borsa oltre all’evidente danno di immagine.

Facebook, adesso     è l’ora dei fatti

È in questa circostanza che si è scoperto quanto influente sia il mondo dei social e soprattutto quanto potente sia colui che lo gestisce. I governi, i Parlamenti si sono preoccupati ed hanno posto il problema della trasparenza e della sicurezza al primo posto. Questo spiega perché Zuckerberg, di per sé poco incline alla pubblicità mediatica, sia uscito dalla tana ed abbia annunciato di avere già investito miliardi di dollari per creare programmi che ogni giorno cancellano un milione di fake-accounts. Vi fidereste di un social network che manipola i vostri dati e può permettersi intrusioni nella vostra vita privata? Questa è domanda alla quale il trentaseienne imprenditore di White Plains è stato chiamato a rispondere. Oggi sarà a Bruxelles a trattare con la Commissione Europea. Il pagamento degli oneri statali per i profitti che vengono realizzati nel singolo Paese è un dovere al quale molti giganti del web si sottraggono.

© RIPRODUZIONE RISERVATA