Governo, basta
un soffio per cadere

Tutti dicono e scrivono che la crisi «è congelata». E cioè che, dopo le terribili ventiquattr’ore di giovedì in cui il governo è stato ad un centimetro dal baratro, ora sembra che si sia fermato sul ciglio. Non va né avanti né indietro, rimane in bilico nel vuoto: Di Maio e Salvini per un giorno abbassano di un tono le loro furenti polemiche. La domanda è: quanto potrà durare questa situazione? Poco, è la risposta. Perché i nodi restano tutti irrisolti. Ieri per esempio si sono avuti dissensi fortissimi tra leghisti e grillini su due temi vitali: l’autonomia regionale e la squadra di governo. Non cose da poco, come si vede.

Governo, basta un soffio per cadere

Sull’autonomia il compromesso cui si sarebbe finora arrivati a Palazzo Chigi non piace ai governatori del Veneto e della Lombardia, al punto che Fontana ha minacciato di non firmare una riformicchia e Zaia ha esclamato di averne le tasche piene. Perché? Perché la Lega non ha avuto soddisfazione nella richiesta di estendere le competenze regionali anche al sistema dell’istruzione cui il M5S è sempre stato nettamente contrario temendo divaricazioni troppo forti tra Nord e Sud. Insomma, un confronto che fa dei passetti in avanti al rallentatore, ora ne ha fatto uno nella direzione che la Lega, madre della riforma, rifiuta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA