Governo, chiavi in mano a Renzi
Matteo Renzi e sullo sfondo il premier Giuseppe Conte

Governo, chiavi
in mano a Renzi

Tutte le votazioni a scrutinio segreto sulle autorizzazioni a procedere danno luogo a strappi e polemiche, soprattutto quando l’aula ribalta il parere dell’apposita Giunta: è successo ieri quando la maggioranza della Camera ha negato gli arresti domiciliari per un deputato di Forza Italia accusato di finanziamento illecito e corruzione e per il quale la Giunta, appunto, aveva dato parere favorevole alla richiesta del giudice.

Nella sede ristretta, Pd e M5S avevano votato di comune accordo per gli arresti, contro tutto il centrodestra. In aula invece ben 74 franchi tiratori hanno salvato il deputato. Va da sé che i più sospettati di non aver rispettato i patti sono i democratici e soprattutto i renziani mentre i grillini devono ora vedersela con nuove bordate di accuse da parte di una base inferocita. Sta di fatto che alla prima votazione importante – non su materie di governo, beninteso, ma «di coscienza» – si è visto plasticamente quanto possa essere sottile il filo che lega democratici e grillini che oggi siedono l’uno accanto all’altro in Consiglio dei ministri ma continuano a disprezzarsi reciprocamente.

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