I fronti aperti
tra alleati di Governo

Era facilmente prevedibile che l’avvicinarsi delle elezioni regionali e soprattutto europee avrebbe man mano acuito le diversità all’interno della maggioranza di governo tra i due partiti che la compongono: le difficoltà e la concorrenza tra Salvini e Di Maio non possono non far riemergere il fatto che M5S e Lega erano avversari fino a quando non stipularono il «Contratto» di governo. Si sono messi insieme per ragioni di stretta necessità tattica, e questo riaffiora ad ogni passo, tanto più ora che si dovrà stabilire chi merita il podio più alto tra i partiti italiani. Sono tante, come vedremo, le ragioni di questo continuo contrasto ma adesso si parla soprattutto della vicenda giudiziaria che riguarda Salvini nelle sue vesti di ministro dell’Interno e gli immigrati a suo tempo trattenuti a bordo della nave militare italiana Diciotti.

I fronti aperti tra alleati di Governo

È un caso che sta mettendo in torsione leghisti e grillini. Fino all’altro giorno Salvini sembrava intenzionato a farsi processare: sarebbe stato, si ragionava, un grande momento di propaganda mediatica. Il M5S veniva così sottratto ad ogni imbarazzo: da sempre i grillini votano a favore delle richieste di autorizzazione a procedere presentate dai giudici contro i politici. Poi però Salvini ha cambiato idea: non vuole più il processo. E spiega perché: perché i suoi comportamenti rispondono ad un interesse generale dello Stato e ad una precisa scelta collegiale di governo.

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