I minibot, l’anti-euro Dai sacrifici non si scappa

I minibot, l’anti-euro
Dai sacrifici non si scappa

«L’uscita dell’Italia dall’euro non sarebbe una bestemmia». Nel giugno del 2012 Silvio Berlusconi dice l’innominabile e da allora il dibattito politico italiano ruota attorno all’angoscioso dilemma: dentro o fuori dall’euro? Il dubbio ritorna adesso con la proposta approvata all’unanimità dal Parlamento di introdurre i minibot. Forme di pagamento che la pubblica amministrazione adotterebbe per saldare i conti sospesi con i fornitori. Siccome lo Stato non ha soldi, sostituisce l’impegno con una promessa di pagamento.

Questi titoli vengono poi messi in circolo e quindi vanno a costituire una moneta parallela. Come dice Giancarlo Giorgetti, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio, parafrasando il gioco del Monopoli, «se dai fiducia alla moneta, questa acquista valore». Di fatto quindi l’Italia avrebbe due monete, una ufficiale, l’euro, l’altra clandestina. Ed è questo il motivo per il quale la Banca centrale europea la considera illegale.


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