Il sovranismo in Europa non trova unanimità

Il sovranismo in Europa
non trova unanimità

Tempi duri per il sovranismo. Due assenze di rilievo rendono visibili i problemi che complicano la marcia trionfale di questa corrente che scuote l’Europa proclamando il ripristino dell’autonomia e dell’indipendenza statale.
Il premier ungherese Viktor Orban e la leader del Rassemblement National francese Marine Le Pen non parteciperanno all’incontro dei partiti sovranisti in programma lunedì prossimo a Milano, convocato dal leader della Lega, Matteo Salvini.

I motivi sono molteplici e si inseriscono nel contesto delle elezioni europee ormai alle porte (in Italia il 26 di maggio). Orban non vuole rompere con il Partito popolare europeo e spera di evitare l’espulsione. Salvini invece vuole scardinare il Ppe e portarlo dalla sua parte, fuori dall’orbita socialista del Pse (con cui la formazione di centro ha governato in questi anni). Quanto a Marine le Pen, dice di essere impegnata nella campagna elettorale, ma forse la leader populista non vuole fare la parte della comprimaria di fronte a Matteo Salvini, che da suo allievo ed estimatore è ormai diventato il principale leader del sovranismo europeo.

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