La cattiva politica Il principio della realtà
Da sinistra il premier Giuseppe Conte e il ministro agli Esteri Luigi Di Maio (Foto by FABIO FRUSTACI)

La cattiva politica
Il principio della realtà

Quando si entra in una crisi economica che potrebbe essere sconvolgente, vengono spazzate via le velleità, ridicolizzate le promesse elettorali troppo facili, e allora si afferma, con tutta la sua inesorabile forza, il principio di realtà, inventato da Freud. Si debbono cioè fare i conti con i fatti. Cadono le illusioni generate dalle semplificazioni dei momenti che oggi per paradosso rimpiangiamo: l’epoca felice del debito «solo» al 134% del Pil. E allora un Paese deve avere la capacità di rimettersi profondamente in discussione, affrontando appunto la realtà: una crescita ferma da 20 anni, il debito, una forza lavoro del 39% rispetto alla popolazione, la maggioranza dei contribuenti che dichiara meno di 20 mila euro di reddito, il 95% di pensionati che riceve più di quanto versato.

Insieme all’emergenza, occorre prendere di petto i grandi problemi del Paese. Il processo va guidato, non bastano le cose che già si muovono da sole. È tornata la povertà, che era stata abolita. Si invoca a gran voce che i percettori del reddito di cittadinanza vadano a raccogliere pomodori. I navigator sono senza capo, volato in Missisippi senza pagare il conto dei guai che ha fatto e anche delle spese personali. Il ministro inventore di una legge spazzacorrotti, pessima innanzitutto nel titolo, rischia di essere spazzato lui per reverenza verso la mafia.

Sono segnali di cambiamento vero, dopo quello falso generato solo dall’euforia. Quatto quatto, Gualtieri è persino riuscito a cancellare le clausole Iva che da un decennio strozzavano qualunque manovra. Ci si accorge che non aveva dignità la legge Di Maio che avrebbe oggi portato a 300 mila licenziamenti (1,5 milioni in seguito) e la si annulla di corsa. Chi saliva sul tetto del Parlamento per disprezzo, ora lo difende, predica stabilità, deplora gli estremismi e tra un po’ anche i vaffa. Chi vedeva corruzione ovunque e bloccava le Olimpiadi, vuole oggi semplificazioni e «metodo Morandi» per aprire cantieri, fare opere pubbliche, un tempo avrebbe detto «cementificare».

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