La formazione delle liste triste spettacolo, ma astenersi lo alimenta

Il commento. La chiusura delle liste elettorali non è stata un’operazione facile. I malumori degli esclusi e i dissidi interni non sono mancati. Si racconta che la riduzione del numero dei parlamentari abbia complicato le cose. Falso!… anche con numeri triplicati avremmo assistito alla medesima scena. È il funzionamento dei partiti che non va.

La formazione delle liste triste spettacolo, ma astenersi lo alimenta
Un seggio elettorale

Lo spettacolo non è stato per nulla edificante, con i notabili dei partiti (a cominciare dai segretari) preoccupati di garantirsi posti ritenuti sicuri, noncuranti del legame con il territorio del collegio, anziché offrire il proprio valore aggiunto nella competizione elettorale. Questo effetto rivela – una volta di più – l’autoreferenzialità dei partiti, in cui i meriti (veri o vantati) degli esponenti sono misurati e misurabili solo dalla ristretta cerchia interna e non dagli elettori e nemmeno dagli iscritti. A favorire questa opacità c’è l’altissimo tasso manipolativo dell’attuale legge elettorale, che contiene meccanismi che pregiudicano la possibilità di discernimento e scelta dei cittadini: il divieto di voto disgiunto tra quote uninominale e proporzionale, le liste bloccate, le pluri-candidature (fino a 5 nei collegi plurinominali, in possibile aggiunta a uno uninominale) e perfino l’alternanza di genere, per il modo in cui è realizzata.

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