La guerra in Parlamento e la corsa
al centro degli alleati Conte e Renzi

Non s’è mai visto un Parlamento che scateni una guerra di tutti contro tutti. Di regola in democrazia, se uno scontro si sviluppa, è tra maggioranza e opposizione. I partiti, così come le coalizioni, conoscono sì divisioni al proprio interno, ma in genere solo finché c’è bonaccia. Non appena si alzano venti di guerra, il senso di sopravvivenza li spinge a serrare le fila per meglio reggere lo scontro. Non è propriamente quello cui si assiste in queste settimane. Già in avvio di legislatura circolava una brutta aria di diffidenza generale.

La guerra in Parlamento e la corsa     al centro degli alleati Conte e Renzi

Persino i due promessi partner di governo si vollero reciprocamente garantire dalle temute slealtà con la firma di un contratto, così come si fa quando si deve regolare un contrasto di interessi. Con la formazione del Conte bis la situazione è poi precipitata. Le professioni di lealtà si sprecano ma hanno tutte un po’ il sapore della famosa rassicurazione offerta da Renzi a Letta («stai sereno») quando stava già ordendo lo sfratto del malcapitato compagno di partito da Palazzo Chigi.

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