La luce del Natale trasforma la vita
La luce della pace di Betlemme portata a Bergamo

La luce del Natale
trasforma la vita

Le luci si accompagnano alla notte del Natale, silenziosa invocazione di interiore illuminazione e di diffusa luminosità. Abbiamo bisogno di luce, non soltanto per accendere la festa del Natale, ma soprattutto per penetrare il mistero della vita. I cristiani invocano la luce dello Spirito e custodiscono quella della Parola, che apra gli occhi e li renda capaci di riconoscere nel loro oggi la presenza amorosa e liberante di Dio. È questa luce che li conduce alla grotta di Betlemme e in quel Bambino venuto alla luce della storia dell’uomo, li rende avvertiti dell’Emmanuele, il Dio con noi.

In questi giorni abbiamo assistito alla consegna di due lampade simboliche: la prima è la «Luce della Pace di Betlemme». A Betlemme, nella Basilica della Natività, una lampada arde da secoli sul luogo che ricorda la nascita di Gesù. Sono le nazioni del mondo a provvedere l’olio per alimentare la fiamma. Dal 1986 su iniziativa della Radiotelevisione Austriaca, uno scout, nei giorni precedenti il Natale, accende una fiamma dalla lampada e la porta in aereo a Vienna. Da qui la luce viene distribuita in tutta Europa attraverso l’impegno degli scouts. La Luce della Pace arriva in Italia a Trieste, dove viene accolta e, attraverso la collaborazione di molti, raggiunge diverse città. Grazie agli adulti scouts di Bergamo, da diversi anni arriva anche da noi, e viene collocata nella Basilica di Sant’Alessandro in Colonna, dove ognuno può attingere a questa lampada.

Questo simbolo affonda le sue origini in una leggenda che ha attraversato i secoli. Si racconta che, al tempo delle crociate, un soldato aveva avuto la folle idea di portare a Firenze la fiammella di un cero che brillava nella grotta di Betlemme. Il vento, la pioggia, il freddo, il sonno, i briganti avevano congiurato per spegnere il fuoco sacro, ma invano. Dopo mille avventure, il soldato arrivò finalmente a Firenze. Era la notte di Natale e, grazie a lui, tutte le lampade di Santa Maria del Fiore furono accese con la fiamma venuta dalla grotta di Betlemme. Il soldato aveva adempiuto il suo voto, ma soprattutto aveva scoperto il vero senso della vita. Tutta la sua brutalità di soldato era stata consumata da quel fragile fuoco che aveva dovuto difendere, senza poter difendere se stesso, occupato com’era a protegger la tremolante fiammella posta nelle sue mani.

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