La montagna merita
una politica integrata

Sulle Orobie in poche ore è caduta la pioggia di un mese: tra i 100 e i 120 millimetri. Troppi per i nostri torrenti e per gli invasi di alta quota, che sono tracimati quasi all’istante, facendo precipitare a valle quantità d’acqua impressionanti. Chi conosce l’asta del Serio non ricorda esondazioni così imponenti a Villa d’Ogna; a Valbondione i bacini sulle pendici del Redorta hanno scaricato sulla provinciale cascate di acqua e detriti, isolando il paese; in Val Brembana, dove Ornica e Valtorta ieri sera risultavano ancora isolati, non si contano le frane e gli smottamenti: per chi ha vissuto il dramma del 1987 l’ondata di piena del Brembo faceva un effetto inquietante, soprattutto a San Pellegrino dove il fiume ha oltrepassato il livello di guardia e si è mangiato parte della pista ciclabile.

La montagna merita una politica integrata
Maltempo in Val di Scalve

A conti fatti, se lo strascico di maltempo previsto oggi non porterà altre brutte sorprese (l’abbassamento del limite della neve dovrebbe scongiurare le esondazioni), poteva andare peggio. La forza della natura, vista all’opera, ha fatto temere scenari apocalittici. Invece non ci sono stati feriti, per fortuna, e i danni alle case e alle aziende sono fortunatamente circoscritti. Purtroppo il conto maggiore lo pagano, come di consueto, le infrastrutture pubbliche: le strade, sbriciolate sotto la furia degli elementi, e le linee elettriche (blackout a macchia di leopardo, con un paese intero, Ornica, rimasto senza corrente per diverse ore).

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