La preghiera silenziosa     di Papa Francesco     per i disperati del lavoro

La preghiera silenziosa
di Papa Francesco
per i disperati del lavoro

Ha chiesto un minuto di silenzio per quei lavoratori che sono arrivati perfino a togliersi la vita. Papa Francesco denuncia e prega. Denuncia che il lavoro manca e pochi fin qui lo hanno protetto dalla pandemia e prega in silenzio perché ormai non resta altro da fare di fronte alla disperazione di tanti. Il lavoro è il grande assente nelle politiche post-Covid e nelle spese miliardarie che dovrebbero avere forza e forma strutturale e invece, soprattutto nel campo delle politiche del lavoro, sembra che si fermino a rattoppi qui e là con protezioni a spot.

Si è protetta la finanza, si sono protette le filiere più strategiche a cominciare dalle produzioni e dal commercio delle armi che non ha conosciuto crisi in questi due anni, ma non si vede quel salto di qualità per evitare che tutto resti come prima.Eppure quelle morti silenziose, che non appaiono nelle statistiche della pandemia come invece dovrebbe essere fatto, sono lì a ricordare che se non si difende l’occupazione cresce la società della sfiducia e il rischio per le democrazie diventa incalcolabile, perché non sappiamo cosa accadrà nelle economie nazionali e quindi nelle famiglie.

Il richiamo di Bergoglio al «peso insopportabile» è perfetto ed evidenzia il dramma di una società in cui gli attori economici e sociali si muovono da soli, a volte come pedine impazzite, in competizione aperta, senza coesione, ognuno secondo i propri interessi, provocando disastri per la dignità delle persone, aumentando ingiustizie, favorendo sfruttamento e promuovendo solo il precariato, quando va bene.

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