La sfida di Renzi Il fattore tempo
Matteo Renzi, leader di «Italia Viva» e il premier Giuseppe Conte

La sfida di Renzi
Il fattore tempo

No, non molla. Matteo Renzi, reduce dalle nevi dell’Himalaya e dagli incontri con i businessmen internazionali, ha tutta l’intenzione di continuare nel suo frenetico moto guerrigliero che ha per obiettivo Giuseppe Conte e il suo governo. Che lui stesso, lo ricorderete, contribuì in modo decisivo a mettere in piedi con la piroetta che lo portò in quattro e quattr’otto dalla lotta senza quartiere ai grillini all’alleanza con i medesimi.

Ma questo governo a Renzi e ai suoi non piace: né sulla prescrizione né su tante altre faccende che peraltro restano tutte sui «tavoli» delle discussioni senza mai approdare ad una qualche vera decisione. Seduto sulle poltroncine bianche della vespiana «Porta a Porta», ieri sera Renzi è tornato a sparare sul quartiere generale annunciando per Pasqua una mozione di sfiducia individuale nei confronti del Guardasigilli Bonafede qualora insista nel portare avanti la sua riforma, ancorché modificata dall’ultima mediazione firmata dal presidente del Consiglio (detta «lodo Conte-bis», un arzigogolo giuridico-processuale che dovrebbe far contenti tutti e invece tutti scontenta in pari misura).

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