L’Albania ferita mentre si rialza

L’Albania ferita
mentre si rialza

Il terremoto ha trafitto l’Albania nel suo momento storico più interessante e migliore. Lasciata alle spalle la tremenda dittatura comunista di Enver Hoxha, la sua caduta e l’implosione dello Stato in una devastante instabilità politica e sull’orlo duraturo di una guerra civile con le conseguenti emigrazioni di massa verso l’Italia (l’immagine simbolo è il mercantile «Vlora» attraccato a Bari l’8 agosto 1991 e sovrastato insieme alla banchina da 20 mila albanesi), il Paese delle aquile è in una fase di espansione.

Con una crescita economica del 4% annuo, in miglioramento, il tasso di inflazione media su livelli contenuti nel 2018 (+1,8%), la disoccupazione alta (12,2%, l’Italia è al 9,9%) ma in calo, un mercato bancario e finanziario che ha mostrato solidità e capacità di resistere alla crisi internazionale, l’Albania da terra d’emigrazione è diventata attrattiva per le imprese estere e per chi cerca lavoro. Soprattutto dall’Italia, primo partner commerciale (a questa trasformazione abbiamo dedicato un numero dell’inserto «Domenica», proprio perché meritava di essere approfondita).

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