Lavoro, crescita e responsabilità
Il presidente di Confindustria Bergamo, Stefano Scaglia (Foto by Bedolis)

Lavoro, crescita
e responsabilità

Lavoro, crescita e responsabilità sono le parole-chiave dell’assemblea di Confindustria Bergamo, che ha rappresentato una novità per almeno due motivi. Il primo riguarda il tono coraggioso, carico di passione civile, del presidente Stefano Scaglia, andato oltre il perimetro della pura economia e non a caso sottolineato da ripetuti applausi. Una critica, la sua, senza nomi e cognomi, ma esplicita contro i due populismi. Parole che vengono non da una frontiera corporativa, dalla difesa di interessi legittimi ma di parte, bensì da chi si assume la responsabilità di un’idea di società inclusiva sotto la bandiera dell’«orgoglio della responsabilità».

Il secondo aspetto, che segue per effetto logico e per margini di manovra probabilmente più agibili, è che il leader degli industriali bergamaschi ha criticato il governo senza confondersi con l’opposizione: ha riunito entrambi, distinguendo ciascuno con limiti specifici, nel giudizio negativo. Dunque l’impressione, anzi qualcosa di più, è che Confindustria reagisca ad un clima culturale ostile alla fabbrica, alla cultura industriale, all’armamentario ideologico della decrescita felice e ad un «futuro fiabesco», rimotivando la propria responsabilità verso l’interesse generale. Gioca in campo aperto, non in difesa, assumendo i vincoli della classe dirigente.


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