L’avvocato ora politico
e la rotta che cambia

Domanda provocatoria, rivolta a chi sa tutto con il senno di poi: l’Italia è stata ingenerosa nei confronti di Conte? In parte sì, tralasciando i sondaggi che mantengono un certo apprezzamento verso il premier uscente, ma ricordando che i vinti meritano rispetto. Il giurista pugliese, elaborando il lutto, ha scelto la via più ragionevole: non quella di arroccarsi come l’ultimo dei giapponesi nella trincea del risentimento, ma di restare dalla parte del Paese. Può rappresentare una variabile che rimane in gioco, ritagliandosi questa volta un suo spazio tutto politico: con un suo partito, o più probabilmente intestandosi un ruolo di garante dei grillini, continuando a pettinare – come usa dire – la scapigliatura dei Cinquestelle.
Dopo le scazzottature c’è aria di garantire una transizione meno conflittuale nella direzione di nuovi assetti politici. Ad un tratto, con il metodo Mattarella e il metodo Draghi (le due facce della stessa medaglia), tutto appare possibile, rovesciando gli schemi precedenti. Pausa distensiva.

L’avvocato ora politico e la rotta che cambia
L’ex premier Giuseppe Conte fuori da Palazzo Chigi

Conte meriterebbe un giudizio bilanciato: il suo secondo governo non è stato solo la somma di errori e limiti, che ci sono stati e puntualmente segnalati da una stampa che non l’ha mai amato. I deficit di un premier accusato ora di autoritarismo ora di debolezza, trovatosi dalla mattina alla sera catapultato al centro del mondo, quando il mondo è stato colpito al cuore dal Covid: nella fase più difficile per l’Italia dal dopoguerra.

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