Lo Ius soli l’identità dei giovani in gioco

Lo Ius soli l’identità
dei giovani in gioco

La maggioranza degli italiani secondo un sondaggio di Ipsos è favorevole a concedere lo ius soli (la cittadinanza per nascita nel nostro Paese) a chi ha meriti speciali, come Rami, il ragazzino figlio d’egiziani che con la sua richiesta di soccorso ha salvato se stesso e i 50 compagni dal bus preso in ostaggio da un italo-senegalese e incendiato. La cittadinanza medaglia quindi, raggiunta in seguito a un atto eroico e non come la presa d’atto di una condizione sociale e culturale. Lo stesso sondaggio dice che il 45% degli italiani è a favore dello ius soli, senza condizioni eccezionali.

Una minoranza ma corposa. Resta il dato che la maggioranza è contraria, come lo sono i partiti di governo, la Lega in particolare. È un’ostilità difficilmente comprensibile perché la cittadinanza concede una serie di vantaggi (il diritto di voto e in generale tutte la agevolazioni di cui godono gli italiani) ma soprattutto è uno strumento per favorire l’integrazione, il senso di appartenenza ad una comunità. Il rito di concessione prevede il giuramento sulla Costituzione italiana, a sottolineare il legame tra la nuova condizione e la nostra legge principale.


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