Lo Stato in economia Ma solo se è a tempo
Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli

Lo Stato in economia
Ma solo se è a tempo

Questa tremenda crisi globale che va in diretta tutti i giorni nelle nostre vite sta assumendo sempre più evidenti aspetti di rimando alla grande crisi di fine anni Venti dello scorso secolo. Gli Stati di tutto il mondo si stanno adoperando, con logiche e interventi di differente peso specifico, nel porre in atto politiche di sostegno pubblico alla domanda e all’investimento parecchio simili a quelle ispirate in quegli anni dall’economista inglese John Maynard Keynes. Così anche il nostro governo - accrescendo enormemente
il debito pubblico, come consentito dall’Ue - sta intervenendo sul mercato per tutelare parzialmente imprese e consumatori, determinando un sensibile aumento della presenza dello Stato in economia. In particolare, col «decreto liquidità» sono state introdotte importanti misure che hanno riguardato per diversi aspetti il mondo delle imprese, con l’obiettivo da un lato di tutelarle da attacchi esterni e dall’altro di consentirne la ripresa.

Circa il primo aspetto, un grande rilievo assume l’approvazione del «nuovo Golden Power» (potere d’oro), che si ispira ad un analogo provvedimento approvato nel marzo 2012 col quale si prevedeva la facoltà del governo di opporsi, a difesa degli interessi generali, all’acquisto di determinate imprese operanti in settori strategici come la difesa, la sicurezza, l’energia, i trasporti e le comunicazioni.

Con il nuovo provvedimento è stata prevista un’estensione delle prerogative governative anche in altri settori quali quello alimentare, assicurativo, sanitario e finanziario. Con lo stesso decreto si è intervenuti per favorire la ripresa delle attività produttive, disponendo l’erogazione da parte delle banche di prestiti con garanzia statale per 400 miliardi, di cui 200 per l’export. Il «Fondo centrale di garanzia» garantirà al 100% le richieste di credito delle Pmi e autonomi fino a 25.000 euro e al 90% le operazioni di maggiore ammontare di società con meno di 500 addetti. La Sace - appartenente a Cassa depositi e prestiti e a sua volta posseduta dal Tesoro - garantirà il credito concesso alle aziende più grandi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA