L’ultima accusa «Il Papa? Buonista»

L’ultima accusa
«Il Papa? Buonista»

Il rimprovero è scattato all’istante. Nemmeno pochi minuti dopo l’anticipazione delle parole del Papa sulle navi delle Ong ferme nei porti del Mediterraneo sui social è tutto un fiorire d’accuse al solito Bergoglio che invece di concentrarsi sui mali che affliggono la Chiesa si occupa di immigrati. Francesco? Un buonista. Il Papa ha detto una cosa semplice, ma che purtroppo meraviglia. Qualche giorno fa ha rilasciato un’intervista a una televisione spagnola e il giornalista gli ha chiesto cosa pensasse delle navi delle Ong ferme nei porti.

E lui ha risposto: «Tenere ferma una nave è un’ingiustizia». E poi ha chiesto con un velo di tristezza: «Perché lo fanno? Per farli annegare?». Parole di buon senso, anzi di senso comune. Parole che avrebbe detto chiunque di noi, se non avesse la cattiveria nel cuore e l’odio nella mente. Perché oggi sono molti coloro che provano una soddisfazione e una contentezza sfrenata per quelle navi finalmente bloccate da cavilli burocratici. Ieri è stata riammessa in mare la Mare Jonio sequestrata la scorsa settimana a Lampedusa. Altre sono ferme senza che esistano provvedimento giudiziari a loro carico, ma solo pretesti amministrativi. Così oggi non c’è più nessuno che pattuglia uno dei confini più letali al mondo, quel Mare Mediterraneo centrale dove negli ultimi cinque anni sono morti, secondo le stime delle organizzazioni delle Nazioni Unite, oltre 17 mila persone.


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