L’università, luogo dove imparare a essere felici

ITALIA. Investire nel sapere può renderci più felici? È una domanda che sin dall’antichità ha animato il dibattito all’interno delle comunità scientifiche. Spinoza, che ha dedicato buona parte della sua ricerca filosofica proprio su questi temi, diceva che l’ignoranza tiene lontani dalla virtù e dalla felicità.

Non è un caso che si sia scelta la data odierna come Giornata nazionale delle Università, una data che coincide con quella internazionale della felicità. Un significato che va oltre il puro atto simbolico di far conoscere, attraverso le numerose iniziative che verranno promosse in tutti gli atenei italiani, quanto sia sempre più attuale il ruolo e il valore che le università generano nella società contemporanea.

Nella mia azione quotidiana come rettore di un ateneo radicato in un contesto che è soggetto a una forte evoluzione economica, sociale e culturale, mi rendo conto di come sia importante, direi nevralgica, la presenza di un luogo nel quale la conoscenza, nelle sue molteplici forme, possa essere coltivata, curata, accresciuta e messa continuamente in discussione con tutte le realtà che vi operano, al suo interno e al suo esterno.

Un luogo, appunto, un luogo che è bene che si identifichi con degli spazi fisici perché la conoscenza, nel suo pieno significato etimologico, è un processo evolutivo, inarrestabile, che si alimenta del dialogo, del dibattito tra docente e studente, tra i singoli studenti, dell’emozione unica di vivere la propria esperienza universitaria in aule studio, biblioteche, laboratori, ambienti come quelli del nostro campus di Sant’Agostino che trasudano di una storia millenaria. Un pensare al plurale in un contesto plurale. Una conoscenza che diventa sterile se si riduce a un apprendimento a distanza dal proprio divano di casa, apparentemente più comodo e meno faticoso.

La felicità richiede continuamente fatica, tanta fatica. Lo studio, l’approfondimento, il dialogo, la relazione con gli altri, anche l’alzarsi presto la mattina per andare a lezione, richiedono disciplina e fatica. È sicuramente più facile scalare una vetta con una e-bike, o arrivare a un rifugio con un elicottero, ma la soddisfazione è la stessa? E soprattutto, quando nelle numerose salite da affrontare nella vita ci si dovesse trovare con le batterie scariche, come sarà possibile superarle contando solo sulle proprie forze?

Purtroppo, sempre di più la formazione universitaria viene equiparata a un prodotto da banco da acquistare in un supermercato. Troviamo nomi di università, per lo più telematiche, stampate sulle divise di squadre di calcio, pubblicità nei prime time di show televisivi, alla stessa stregua di un detersivo o un cibo per gatti. È realmente aberrante mercificare la formazione dei nostri giovani, il bene più prezioso per il futuro di un Paese e a cui andrebbero destinati gli investimenti pubblici più rilevanti, lasciandolo invece in mano a fondi di investimento. Un bene che uno dei padri della Costituzione, Piero Calamandrei, definì un organo costituzionale vitale per la democrazia.

Una democrazia compiuta mal si concilia con l’ignoranza. E gran parte dei problemi che la società odierna sta affrontando sono proprio legati ad una avarizia cognitiva dei singoli individui, una capacità limitata di elaborare le informazioni seguendo scorciatoie decisionali, in assenza di una capacità di elaborare un proprio pensiero critico. Una pigrizia intellettuale che si traduce in ansia e paura dell’ignoto nel momento in cui non si possiedono appunto quegli strumenti cognitivi che permettono di analizzare e discernere la natura e l’impatto che nuovi fenomeni, come ad esempio quello legato al repentino sviluppo dell’intelligenza artificiale, possono esercitare sul nostro agire quotidiano.

La felicità deriva dalla capacità di esprimere le proprie idee e di mettere a frutto le proprie potenzialità non delegando ad altri il proprio futuro.La conoscenza e il sapere sono gli anticorpi che l’Università può contribuire a creare.Quale migliore giorno quindi per festeggiare il nostro Ateneo, il luogo nel quale si può imparare a essere felici.

© RIPRODUZIONE RISERVATA