Manovra e non solo
Conte bis alla prova

A Giuseppe Conte non manca sicuramente l’abilità dialettica ma certo oggi dovrà fare un ricorso straordinario alle sue doti pronunciando il discorso programmatico del nuovo governo di fronte alla Camera cui chiederà la fiducia. Sì, perché Conte è nello stesso tempo l’uomo che rappresenta il recente passato da cancellare e il futuro da inventare: è sempre lui al timone, sia del governo color giallo-verde, fortemente spostato a destra, sia di quello vestito di giallo-rosso e pencoli vistosamente a sinistra. È l’uomo che si è passato la campanella del Consiglio dei ministri, nella tradizionale cerimonia del passaggio delle consegne, dalla mano destra alla mano sinistra, e mai simbolismo fu tanto azzeccato.

Manovra e non solo Conte bis alla prova

Fuori i leghisti, dentro i democratici che naturalmente chiedono «discontinuità» ai grillini rimasti al potere ieri e oggi. Grillini che odiavano con eguale intensità sia i leghisti che i democratici, e si sono alleati prima con gli uni e poi con gli altri. Con quelli il fidanzamento è andato avanti tempestosamente per quattordici mesi, con questi si vedrà. Molto dipende, appunto, dall’abilità dell’avvocato Conte che oggi tenterà l’esercizio di prendere le distanze da qualcosa che si è condiviso fino in fondo (per esempio la chiusura dei porti) e nello stesso tempo di proporsi come «homo novus», (magari per riaprirli, i porti).

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