Pontida, tanto popolo Poca politica

Pontida, tanto popolo
Poca politica

Matteo Salvini a Pontida è stato Matteo Salvini: niente di più, niente di meno. Forse qualcosa di più nella scenografia: la Lega, che resta di gran lunga il principale partito, ha schierato sul pratone la propria forza reale, superiore alle precedenti edizioni, mentre l’ex ministro, con la sua presa diretta, ha confermato di aver in mano il proprio popolo. Forse qualcosa di meno nella proposta politica: il Capitano ha fatto il riassunto delle puntate precedenti e la sola novità (il rilancio del sistema elettorale maggioritario) l’aveva anticipata alla vigilia.

Pontida, specie nei periodi di difficoltà come questo, rappresenta il momento delle emozioni e dell’orgoglio e non prevede necessariamente colpi di teatro. Dal celodurismo di Bossi in poi, il raduno degli affetti ex padani ha goduto, quanto a galateo politico-istituzionale, di un bonus di comprensione, quasi una sorta di extraterritorialità. Mai però oltre una certa soglia, fino cioè a giungere alla brutta piega di sabato e di ieri: l’offesa al presidente Mattarella, gli insulti antisemiti a Gad Lerner (che hanno replicato quelli dell’anno scorso ma in modo più insistito e pesante), l’aggressione a un videomaker collaboratore di «Repubblica».


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