Previdenza la riforma e le tante incertezze

Previdenza la riforma
e le tante incertezze

Riforma annunciata. Riforma promessa. Ma sulle pensioni regna soprattutto l’incertezza. Si tratta non solo di una incertezza che riguarda il modo in cui verranno applicate le nuove direttive, ancora circondate da nebbia, ma coinvolge anche i punti di riferimento del sistema previdenziale per chi già ne usufruisce e per chi ne vorrebbe usufruire. Dopo i fiumi di parole spesi in campagna elettorale sono arrivati i nuovi provvedimenti ma i dubbi, invece che essere chiariti, stanno di giorno in giorno aumentando. La questione di queste ore è l’imminente approvazione del decreto che dovrebbe fare chiarezza sulla famosa quota 100 annunciata, senza alcun dettaglio se non la previsione di spesa, dalla legge di Bilancio.

Il decreto che sta per essere emanato, secondo le anticipazioni, stabilirà che i lavoratori che hanno raggiunto il 62° anno di età e che vantano 38 anni di contributi versati potranno usufruire in via sperimentale nel triennio 2019-2021 del pensionamento a partire da aprile (per i lavoratori privati) o dal prossimo primo luglio (per i dipendenti pubblici).Nascono subito due tipi di incertezze: il primo per il lavoratore e per i costi che l’adesione alla norma gli comporta, il secondo per il datore di lavoro. In questo secondo caso, come documenta un articolo di questo giornale in cronaca città, gli uffici pubblici potrebbero trovarsi in grande difficoltà visto che al momento non ci sono né disposizioni né tempo per procedere a nuove assunzioni sostitutive.


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