Quando il sindacato si rimette in discussione

La guerra alle porte dell’Europa scuote le coscienze e allo stesso tempo insinua nuove incertezze nei lavoratori del nostro Paese. Il conflitto e le sue ricadute hanno rallentato una ripresa economica che pareva destinata a rimarginare, già entro questa primavera, le ferite inferte dalla pandemia da Covid-19.

Quando il sindacato si rimette in discussione
Il corteo dei sindacati per il Primo Maggio a Bergamo
(Foto di Bedolis)

Così a temi irrisolti da tempo, come il basso tasso di occupazione nel nostro Paese o i troppi dualismi del nostro mercato del lavoro (garantiti e non, dipendenti e non, uomini e donne, eccetera), o la sicurezza dei lavoratori stessi, si aggiungono ora sfide che – peccando d’ottimismo - pensavamo relegate allo scorso secolo: un’inflazione apparentemente indomabile, per esempio, e il suo impatto sul potere d’acquisto. Soprattutto per i sindacati italiani, si tratta di sfide che devono far tremare le vene ai polsi e che non potranno essere affrontare senza rimettere in discussione e innovare anche il proprio ruolo di rappresentanti dei lavoratori.

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