Renzi si sfila e tiene  il governo in bilico

Renzi si sfila e tiene
il governo in bilico

Per la seconda volta da agosto a oggi Matteo Renzi è riuscito a tornare al centro della scena da cui tanti avversari, il primo dei quali è lui stesso, lo hanno allontanato con suo grande sdegno. E questo perché il «fantasma» della scissione renziana del Pd che si agita da mesi tra Roma e Firenze finalmente si appalesa con diverse interviste e la presenza dell’interessato a Porta a Porta, luogo deputato alle solennità repubblicane quale è la nascita di un nuovo partito, ovemai qualcuno ne sentisse la necessità.

A seguire Renzi nel nuovo partito sarebbero una ventina di deputati e un gruppetto di senatori, lui dice tra i dodici e i quindici, compreso un rinforzino con un paio di profughi provenienti delle sponde di Forza Italia. Parliamo di una operazione che in realtà è scattata da tempo: altrimenti che senso avrebbe avuto mettere i piedi in tutta Italia centinaia di «comitati civici» (affidati ai fedelissimi Scalfarotto e Rosato, quello del Rosatellum) che hanno finora lavorato in totale autonomia dal Pd e con l’aria di chi abbia già deciso di metter su casa in proprio? Il problema era solo quando dare l’annuncio.


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