Rogo, bimbi morti
I reati impuniti

Sono morti nel rogo della baracca di legno dove vivevano, priva di acqua corrente, luce e gas. I genitori per scaldare quella stamberga presa addirittura in affitto usavano bruciare la legna in un bidone. Dalla stufa improvvisata venerdì mattina scorsa è partito il fuoco che ha ucciso nel sonno Birka, di due anni, e Christian, di quattro, mentre il padre era al lavoro e la madre in un bagno fatiscente a poca distanza. La donna aveva preferito lasciare dormire i due figlioletti: un’imprudenza? Non ce la sentiamo di giudicare, anche se ora i genitori potrebbero essere indagati per abbandono di minori. Sarebbe una beffa dopo le tante ingiustizie subite, non degna di un dolore così grande. Indegne invece sono le condizioni nelle quali vivono centinaia di migranti nel sud Italia, dove lavorano nei campi per pochi euro all’ora e dall’alba al tramonto.

Rogo, bimbi morti I reati impuniti
Il campo rom di Stornara in provincia di Foggia

La tragedia si è consumata a Stornara (Foggia), in un campo dove vivono circa mille persone, in prevalenza rom originari della Bulgaria, quindi non extracomunitari irregolari ma cittadini dell’Unione europea. Nelle baracche abitano almeno altri cento bambini come Birka e Christian. Nessuno di loro frequenta la scuola. I rom nel Foggiano arrivano dalla città di Sliven per la raccolta stagionale con viaggi organizzati da bulgari in contatto con i ras del caporalato. Vengono pagati due euro per raccogliere 300 chili di verdura. Un pezzo di Terzo mondo in Italia.

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