Rsa, problemi e risposte
È urgente intervenire

Questa grave emergenza sanitaria, che ha investito la nostra provincia, ha avuto i peggiori effetti all’ internoUna pro delle residenze per anziani, con centinaia di decessi, lavoratrici e lavoratori contagiati e familiari separati dai propri cari. Ora sono in corso indagini e verifiche che hanno il compito di accertare le responsabilità di questi fatti. Attendiamo che si faccia piena luce perché lo dobbiamo a chi in primo luogo è deceduto, ai loro parenti e anche a chi ha rischiato la vita lavorando all’ interno di queste strutture.

Dobbiamo però essere tutti consapevoli che oggi queste strutture hanno gravi problemi oggettivi derivanti dalla riduzione dei degenti, dall’ aumento dei costi relativi agli strumenti di protezione, al distanziamento e alla nuova organizzazione nel lavoro. È urgente affrontare il problema della sostenibilità di queste strutture e della loro missione poiché la loro natura è cambiata nel tempo, sempre meno residenze e sempre più ospedali, per rispondere alle esigenze di utenti sempre più anziani e fragili.

Quindi dobbiamo porci alcune domande: l’ assistenza sanitaria degli anziani non è più compito del Servizio sanitario nazionale? La professionalità dei dipendenti delle Rsa deve avere un livello più elevato, parificato a quello delle strutture sanitarie? Le attrezzature, la formazione del personale sono competenza esclusiva della struttura privata? Quali tipi di controlli vengono esercitati dalle strutture pubbliche nei loro confronti?

Riteniamo pertanto quanto mai necessario a Bergamo, la provincia d’ Italia più colpita da questa pandemia, realizzare un tavolo di coordinamento con le rappresentanze datoriali delle Rsa, Ats e rappresentanza dei Comuni, per affrontare il tema di come riorganizzare queste strutture. Se affrontiamo senza pregiudizi il tema potremmo anche cogliere nuove opportunità e migliorare la qualità nel servizio offerto, la professionalità e il riconoscimento per chi vi lavora, assegnando a queste strutture un nuovo importante ruolo di supporto alla medicina del territorio che riteniamo indispensabile sviluppare.

È necessario un coordinamento provinciale che supporti le strutture durante questa fase delicata, per diffondere le migliori prassi, che sviluppi pratiche formative di alto livello del personale, che unisca le forze per acquistare attrezzature avanzate e dispositivi di protezione per il personale e per gli ospiti. Se non affrontiamo con urgenza questo problema, il rischio è che, a breve, ci troveremo a discutere di personale in esubero e rette in aumento a carico delle famiglie.

Chiediamo pertanto di affrontare questi problemi mettendo insieme tutte le varie esigenze, gestori, controllori, utenti e dipendenti e chiedere alla politica di assumere le decisioni che le competono. Dobbiamo oltrepassare la logica dell’ emergenza per affrontare una logica di riprogettazione, superare la fase della denuncia per intraprendere una fase di proposta, solo così potremmo riuscire a tutelare meglio gli interessi di ciascuno e di tutti.

*Segretario generale di Cisl Bergamo.

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