Salvini e Meloni, alleati ma ognuno per la sua strada

C’è chi ha notato che ieri, al dibattito del Forum Ambrosetti a Cernobbio, quando Matteo Salvini ha cominciato a ripetere la sua tradizionale filippica contro le sanzioni alla Russia «che danneggiano più noi che Mosca», Giorgia Meloni – che gli sedeva accanto – si è messa le mani sugli occhi.

Salvini e Meloni, alleati ma ognuno per la sua strada

Che fosse o meno un gesto plateale di dissenso (come peraltro pressocché tutti lo hanno interpretato), sono state le parole pronunciate dalla leader di Fratelli d’Italia a segnare la più netta distinzione dalle posizioni dell’alleato leghista. Meloni ha elencato con puntiglio: sì alle sanzioni alla Russia, sì al sostegno all’Ucraina, sì alle armi a Zelensky, no a qualunque scostamento della politica estera italiana che deve restare atlantista, fedele alla Nato ed europeista. C’è poco da interpretare: i due partner di un possibile futuro governo di centrodestra vanno ognuno per la propria strada. Soprattutto in politica estera ma non solo.

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