Sanità pubblica
Stop al declino

Il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) è un bene straordinario e una fonte di salute personale e pubblica, ma gli italiani non se ne rendono conto perché non hanno conosciuto quale era la situazione precedente. Poiché il Ssn è in atto da circa 42 anni, solo relativamente poche persone possono ricordarsi di come si curavano allora le malattie. Prima del 1978 esistevano forme assicurative che valevano solo per chi lavorava e che avevano durate ben definite. Oggi quanti potrebbero curarsi pensando alle centinaia di migliaia di euro che sono necessarie per interventi cardiochirurgici o neurochirurgici o per trapianti d’organo o per pagare le terapie antitumorali?

Sanità pubblica Stop al declino

Certamente solo una frazione molto piccola della popolazione. Se il Ssn è un bene straordinario, dobbiamo cercare il più possibile di conservarlo anche se si deve ammettere con un po’ di tristezza che è in declino. Infatti, il criterio di universalità che sta alla base del Ssn non è più rispettato o per lo meno presenta alcune crepe. L’introduzione del pagamento dei cosiddetti “ticket” - che a volte sono più costosi dell’intero intervento effettuato nelle strutture private - e soprattutto la presenza dell’intramoenia - cioè la possibilità di superare le liste d’attesa pagando lo stesso personale e le stesse attrezzature che manteniamo attraverso il pagamento delle tasse - rappresenta un attentato all’equità d’accesso garantita dall’atto costitutivo del Ssn.

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