Se il governo sfida
le leggi della fisica

Il governo Conte è un po’ come il calabrone. È anch’esso una sfida vivente alle leggi della fisica. Il nostro insetto, con le ali minuscole e il corpo tozzo che si ritrova, non dovrebbe volare, eppure vola. Lo stesso discorso vale per «l’avvocato del popolo». È un presidente del Consiglio privo di forza propria e, nonostante l’endemico stato litigioso della sua maggioranza, continua tranquillamente a stare in piedi. Anzi, quanto più Di Maio e Salvini lo maltrattano, tanto più lui si rafforza: in popolarità e capacità d’iniziativa. Non c’è settimana che non si apra con l’annuncio che sarà quella decisiva: annuncio regolarmente smentito con il suo rinvio alla settimana successiva senza che poi succeda, ancora una volta, alcunché di definitivo.

Se il governo sfida     le leggi della fisica

Non è peraltro che, strada facendo, le ragioni del dissenso vengano in qualche maniera appianate. No, restano inalterate. Anzi, si allargano a campi sempre nuovi. La settimana scorsa, l’incaglio per la coalizione è stata l’autonomia regionale differenziata. Questa settimana è la riduzione delle imposte.

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